TITOLO I
DENOMINAZIONE - MODELLO OPERATIVO - SEDE - SCOPI – DURATA

 

Art. 1 - Denominazione

È costituita un'associazione denominata "FENASCOP" (Federazione Nazionale Strutture Comunitarie PsicoSocioTerapeutiche), di seguito nel presente statuto denominata anche “Federazione” o “Associazione Nazionale”.

 

Art. 2 - Principi di comportamento e scopo associativo

La Federazione non ha scopo di lucro e si propone di diffondere il patrimonio culturale, condiviso dai soci promotori e stabilito nei seguenti principi di comportamento e linee programmatiche, che devono costituire la base su cui si riconosceranno gli eventuali soci aderenti:

 

A) Principi

 

1. operare nel campo della cura della psicopatologia e del disagio psichico, della disabilità fisica psichica e sensoriale e comunque in genere della emarginazione sociale relativamente all’infanzia ed all’età evolutiva in genere, all’adolescenza, all’età adulta e nella fase geriatrica;

 

2. svolgere un'azione fondata sui principi della condivisione e della solidarietà per l'accoglienza e la cura di persone sofferenti, attraverso una serie di opportunità, iniziative e strumenti che rispettino la dimensione umana e la partecipazione alla vita sociale e civile nonché per la tutela del diritto alla salute e in generale dei diritti della persona come riconosciuti nella Costituzione della Repubblica italiana, nella Carta Fondamentale dei Diritti dell’Unione Europea, nella Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo e nelle Convenzioni internazionali in materia di diritti umani.

 

3. tendere a svolgere un'azione di denuncia e di lotta alle cause che sono all'origine del disagio ed all'incuria nei confronti delle persone affette da disturbi di cui al punto 1, attraverso specifiche iniziative di carattere politico, culturale e legale anche a tutela di persone minori di età, adulte ed anziane e di quelle comunque portatrici di dipendenze e di disagio sociale nelle sue varie forme.

 

4. credere che la propria presenza si qualifichi come superamento di antagonismo tra pubblico, privato e privato sociale per la collaborazione e la creazione di una rete integrata di servizi ai cittadini.

 

B) Linee programmatiche

 

1. Le strutture comunitarie psicosocioterapeutiche aderenti a FENASCOP sono strumento per interventi di cura e di assistenza, da integrarsi con gli altri livelli di intervento: territoriale, di ricovero ospedaliero nella fase acuta della malattia ed extra ospedaliero in quella sub acuta, residenziale e semiresidenziale, ambulatoriale, domiciliare, nonché di riabilitazione e di inserimento nel tessuto sociale.

 

2. Le strutture comunitarie FENASCOP basano il proprio intervento sulla ricerca del consenso e della condivisione delle modalità di cura e assistenza, evitando interventi repressivi, ma soprattutto offrendosi come spazio di riprogettazione personale. In esse l'ospite è soggetto attivo di terapia e non semplice oggetto di assistenza o di cure farmacologiche.

 

3. Il rapporto ospiti/terapeuti deve tenere conto della realtà della vita quotidiana, privilegiando aspetti che ad essa si riferiscono, differenziandosi dal modello sanitario ospedaliero anche nell'utilizzo degli operatori appartenenti sia ai profili professionali sanitari, sia socio sanitari e assistenziali, sia ad orientamento riabilitativo di diversa e specifica formazione non necessariamente sanitaria, per attività quali a puro titolo di esempio la musicoterapia o l’arte terapia.

 

4. L'accoglienza degli ospiti deve avvenire tenendo conto delle caratteristiche della struttura comunitaria e del soggetto che deve usufruirne, ed è subordinata alla formulazione di un contratto terapeutico che preveda i metodi di intervento, la sua durata, la verifica dei risultati ottenuti e il consenso dell'utente.

 

5. Ogni struttura comunitaria, a seconda del tipo di patologia e delle possibilità residue degli ospiti, sviluppa al proprio interno un modello di organizzazione e di intervento idoneo agli obiettivi che si propone, utilizzando i principi e gli obiettivi della terapia comunitaria (comunità terapeutica, comunità protetta, appartamento protetto, centro diurno ecc.).

 

6. La struttura fisica ed organizzativa della comunità deve essere tale da non suggerire rapporti di tipo istituzionale come quelli tipici di collegi, prigioni, ospedali, cliniche, ma rapporti di tipo familiare e del vivere comune. Per tale ragione si ritiene necessario che la struttura abitativa sia il più possibile assimilabile a quella della civile abitazione e dal punto di vista della normativa vigente, anche per gli aspetti igienico-sanitari e urbanistici.

 

7. La Federazione nazionale delle strutture comunitarie promuove gli scambi culturali e di esperienze fra le diverse istituzioni, favorisce un censimento delle stesse con la rilevazione dei dati concernenti le caratteristiche dell'intervento, la tipologia dei pazienti ospitati, i tempi medi di degenza, le caratteristiche dell'invio ed il rapporto con i servizi ospedalieri, territoriali ed ambulatoriali, gli esiti dell’intervento stesso nell’ottica dell’efficienza, efficacia ed appropriatezza del servizio reso ai cittadini da tutta la filiera sanitaria.

 

8. La Federazione si occupa di indicare e proteggere i principi fondamentali dell'approccio comunitario, promuovendo anche le opportune iniziative di ordine politico, culturale, amministrativo e legale, ivi compresa ogni azione giudiziaria. Aderiscono pertanto alla Federazione le istituzioni ed associazioni che si ispirano allo sviluppo di un modello culturale e metodologico multidisciplinare di tipo integrato, alternative al modello asilare totalizzante e manicomiale istituzionalizzante. Sulla base della condivisione di tali principi comuni l'Associazione ha lo scopo di:

 

a. coordinare e rappresentare, a livello nazionale e territoriale, le strutture che rispondono ai principi comunitari (comunità terapeutiche e riabilitative, residenze protette, RSA- Residenze Sanitarie Assistite), centri diurni, case famiglia, cooperative di lavoro e/o di inserimento di soggetti svantaggiati, qualsiasi struttura extraospedaliera comunque denominata ecc.) pubbliche o private o del privato sociale, che operano nel campo dell'assistenza e della terapia di persone sofferenti di disagi psichici, dell'età evolutiva, della psicogeriatria e di altre patologie riconducibili alla psichiatria e all'intervento psichiatrico; b. creare momenti di incontro, confronto, coagulo e sostegno reciproco tra esperienze diverse al fine di migliorare la qualità dell'intervento terapeutico ed educativo;

c. definire i principi, le finalità, gli strumenti e gli elementi organizzativi fondamentali relativi alle strutture intermedie di cui sopra;

d. promuovere la formazione degli operatori psico-socio-sanitari ed assistenziali, tutelando anche attraverso specifici codici deontologici, le specificità professionali;

e. promuovere la ricerca teorico-pratica di nuove modalità di intervento terapeutico e di nuovi modelli organizzativi che siano ripetibili ed atti a rendere più efficace il setting e il lavoro delle strutture comunitarie

f. promuovere l'attività rivolta alla pubblicazione di riviste ed atti inerenti alla divulgazione dell'attività della federazione e dei suoi componenti;

g. promuovere ogni azione, a carattere politico, culturale, sindacale e giuridico, a livello di normativa regionale, nazionale, sovranazionale e/o internazionale, a tutela degli interessi dei vari associati ed a difesa dei principi enunciati dal presente statuto e/o per il perseguimento dei fini statutari di FENASCOP, ivi incluso l'agire in giudizio in ogni sede, nazionale e/o sovranazionale, in esecuzione degli scopi e dei fini statutari e/o a difesa degli interessi stessi degli associati, anche intervenendo in giudizi nei quali siano parti gli associati, nonché per la sottoscrizione di Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, coerentemente ai principi della Federazione espressi nel presente statuto.

h) progettazione ed erogazione di eventi formativi rivolti ai professionisti della sanità nell'ambito dell'educazione continua in medicina (E.C.M.).

 

 

Art. 3 - Sedi e Associazioni Territoriali

 

 

L'associazione è costituita nella sede dell'Associazione Nazionale con sede in Torino, ma può operare attraverso altre Sedi territoriali e/o funzionali costituite con semplice delibera del Consiglio Nazionale. La sede dell’Associazione Nazionale e le altre Sedi territoriali e/o funzionali possono essere collocate anche presso la sede di un associato, mediante apposita deliberazione del Consiglio nazionale o dell'assemblea dell'Associazione territoriale.

 

 

TITOLO II

SOCI

 

 

Art. 5 - Soci Fondatori, quota associativa e diritto di voto

 

I Gruppi, le Comunità, le Associazioni, le Cooperative, le Società e le imprese aventi finalità compatibili col presente statuto intervenuti all'atto costitutivo dell'Associazione FENASCOP sono denominati soci fondatori. Le quote sociali sono annuali e dovranno essere corrisposte contestualmente all'atto della adesione e successivamente entro i termini e con le modalità stabilite dal presente Statuto. Esse sono fissate, su proposta del Consiglio Nazionale, dall'Assemblea Nazionale, con riferimento al numero dei posti-letto e/o degli assistiti, al numero delle strutture operative autorizzate e accreditate ed alla tipologia della singola struttura, anche tenendo conto delle tariffe riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale alle singole tipologie di strutture accreditate. Una parte delle quote nazionali, in percentuale stabilita dall’Assemblea nazionale dei soci su proposta del Consiglio nazionale, è destinata all’attività della associazione a livello regionale, ove siano costituite le associazioni regionali ai sensi del presente statuto o, in assenza di una sede territoriale, per specifici progetti deliberati dal consiglio nazionale. Le Associazioni Regionali costituite possono deliberare, salvo ratifica anche successiva del Consiglio nazionale, quote sociali per lo svolgimento dei loro scopi sociali legati al territorio o per iniziative o attività locali regionali e/o territoriali aggiuntive ed in coerenza con quelle nazionali. Le quote associative devono essere corrisposte entro il mese di febbraio di ciascun anno solare. È fatto obbligo ai soci di comunicare all'Associazione nazionale ed all'Associazione Regionale di competenza ove costituita tutte le strutture possedute ed operanti sotto la medesima ragione sociale nonché il numero di posti letto autorizzati e/o accreditati e/o assistiti attraverso apposita convenzione, anche per interventi non residenziali. La comunicazione deve contenere il nominativo del rappresentante legale, nonché l'indirizzo della sede legale e/o operativa, il recapito telefonico e fax, l'indirizzo di posta elettronica ordinaria e certificata. Ogni variazione di tali dati deve essere comunicata tempestivamente all’Associazione nazionale ed a quella regionale ove costituita. In mancanza di dimissioni dell'associato a mezzo lettera raccomandata, o di provvedimento di esclusione deliberato dal Consiglio Nazionale e comunicato secondo le previsioni del presente Statuto, il socio è tenuto al pagamento della quota associativa anche per l'anno in corso; le dimissioni o il provvedimento di esclusione, peraltro, non comportano il venire meno di tale obbligazione per l'anno in cui intervengono. Il diritto di voto spettante ai soci viene definito, sia in sede di assemblea ordinaria che straordinaria, sulla base dei seguenti parametri:

 

- n. l voto per ciascuna struttura e/o servizio residenziale quali ad esempio Comunità terapeutiche, RSA o comunità alloggio, Appartamenti protetti ecc, comunque denominate; n. 1 voto per ciascuna struttura e/o servizio semiresidenziale quale ad esempio centro diurno;

- n. l voto per ogni posto letto e/o utente autorizzato per interventi anche di tipo non residenziale fino ad un massimo di venti; n.1 voto per ogni ulteriori venti posti letto autorizzati e/o utente, fino ad un massimo di sessanta posti letto autorizzati e/o utente e quindi fino ad un massimo di ventitré voti per ciascuna struttura e/o servizio semiresidenziale dell’ente associato.

 

La modifica di tale partecipazione - e della quota sociale corrispondente, può avvenire in seguito alla comunicazione dei nuovi dati da parte dell'associato (numero posti letto e/o utenti, numero delle strutture) e deliberazione del Consiglio Nazionale; tuttavia la nuova partecipazione al voto e la quota associativa nazionale e territoriale ha efficacia solo nell' anno solare successivo in cui tale deliberazione è avvenuta. Quanto previsto nel presente articolo nonché in tutto il presente statuto si applica a tutti i soci, fondatori e aderenti.

 

 

Art. 6. Soci aderenti

 

All'Associazione possono partecipare, per adesione successiva alla costituzione, altri Gruppi, Comunità, Cooperative, imprese aventi finalità compatibili con il presente Statuto, associazioni anche di familiari di pazienti psichiatrici nonché Enti Pubblici e Privati che esplichino le stesse attività svolte dai soci fondatori ed aderenti, ovvero che gestiscano strutture e/o servizi residenziali e/o semiresidenziali, o esercitino altra attività nel campo del disagio psichico, fisico e sensoriale o dell’emarginazione sociale in accordo con i principi statutari dell' associazione Gli enti di cui sopra, interessati ad assumere la qualità di soci, devono inoltrare apposita domanda scritta al Consiglio Nazionale.

La domanda deve contenere:

 

a. la specifica dichiarazione di possedere e condividere i principi di comportamento, le linee programmatiche e gli scopi associativi di cui al presente Statuto;

b. la specifica dichiarazione di integrale accettazione dello Statuto in vigore;

c. una dichiarazione dalla quale si rilevi che il richiedente si impegni a:

 

1) collaborare attivamente alle attività della Federazione;

2) partecipare ad una o più Commissioni di lavoro o alle altre forme partecipative indicate dalla Federazione, a seconda della dimensione e delle possibilità;

3) dare garanzie di continuità;

4) dotarsi di uno Statuto compatibile con quello della Federazione;

5) accettare la quota associativa Nazionale e Territoriale ed il diritto di voto nelle assemblee determinato dal Consiglio Nazionale.

6) applicare preferibilmente ai propri dipendenti i CCNL sottoscritti da FENASCOP o vigenti nel settore o per il comparto.

7) La domanda deve contenere l'indicazione di tutte le strutture possedute ed il numero di posti letto di ciascuna, o di utenti per interventi non residenziali, sotto la medesima ragione sociale, il nominativo del rappresentante legale, nonché indirizzo della sede legale e/o sedi operative, recapito telefonico e fax, indirizzo di posta elettronica ordinaria e certificata.

Alla domanda deve essere allegata la dichiarazione del candidato associato di consenso al trattamento dei dati personali e di presa visione ed accettazione dell'informativa prevista dal D. Lgs. 196/03 e successive modifiche e integrazioni.

Il Presidente Nazionale, riscontrata la formale rispondenza della domanda ai principi di cui sopra ed esaminato il parere dall'Associazione Regionale competente, può approvare o meno la domanda medesima, senza obbligo di indicare i motivi che ne hanno determinato l'eventuale mancato accoglimento.

 

All'atto della ratifica della approvazione definitiva della domanda, il Consiglio Nazionale conferma:

 

- l'entità della quota associativa annua iniziale, secondo quanto stabilito dall'art. 5;

- il numero di voti attribuito in Assemblea.

 

La deliberazione recante l'accettazione o meno della domanda deve essere comunicata al soggetto richiedente entro 30 giorni dalla delibera. In caso di respingimento della domanda o della eventuale mancata ratifica, saranno rimborsate le quote eventualmente versate. La domanda potrà comunque essere ripresentata in qualsiasi momento.

Ad ogni socio ordinario spettano in sede di assemblea ordinaria e straordinaria nazionale e territoriale i voti assegnati all’atto dell’adesione, o successivamente, dal Consiglio Nazionale, previsti all’art. 5 per i soci fondatori.

Ogni socio fondatore o aderente designa per iscritto il proprio rappresentante per l'elezione o la nomina nelle cariche sociali e l'esercizio del diritto di voto nelle assemblee ed organi nazionali e regionali; tale designazione è revocabile in ogni momento, tranne il caso di assunzione di carica sociale. In quest'ultimo caso, il rappresentante revocato mantiene la carica assunta fino allo scadere del mandato o alla revoca da parte degli organi dell'associazione nei casi previsti dallo Statuto. In mancanza della designazione da parte dell'associato l'esercizio del voto attivo e passivo e la possibilità di essere nominato in una carica sociale è attribuito al legale rappresentante dell'organismo associato. La presente disposizione si applica anche ai soci fondatori.

 

 

Art. 7. Perdita della qualifica di Socio

 

La perdita della qualifica di Socio può essere deliberata dal Consiglio Nazionale per:

 

- inosservanza degli impegni assunti con la domanda di iscrizione e tenuta di comportamenti comunque contrari alle previsioni statutarie;

- dimissioni volontarie; - mancato pagamento della quota associativa per più di una annualità;

- mancata partecipazione alle attività della Federazione;

- comportamento che danneggia moralmente e materialmente la Federazione ed i suoi associati complessivamente;

- mancata ratifica del provvedimento di associazione operato dal Presidente nazionale, nei modi e con le conseguenze di cui al presente statuto.

 

La perdita della qualifica di Socio deve essere comunicata per iscritto a mezzo di lettera raccomandata o posta elettronica certificata al Socio interessato da parte del Consiglio Nazionale, all'indirizzo comunicato precedentemente dall'associato secondo le previsioni statutarie, il Socio può ricorrere entro trenta giorni dalla ricezione della raccomandata o dall’invio della posta certificata alla procedura arbitrale prevista all'art. 31 del presente statuto.

 

 

Art. 8 - Sostenitori

 

Alle attività dell’Associazione possono contribuire, senza vincolo associativo anche associazioni e o organismi costituiti da strutture e/o Enti Pubblici mediante la semplice corresponsione di un contributo annuo alle attività svolte dalla Federazione. La determinazione del contributo annuale verrà stabilito dal Consiglio Nazionale all'atto dell’adesione. Rappresentanti di tali strutture potranno essere invitati, senza diritto di voto, in qualità di membri consultivi, alle sedute del Consiglio Nazionale e coinvolti nelle attività di formazione ECM previste dall’Associazione.

 

 

TITOLO III:

ORGANI DELLA FEDERAZIONE

 

 

Art. 9. Organi centrali e nazionali

 

Organi nazionali e centrali della Federazione FENASCOP sono:

 

- l'Assemblea dei Soci;

- il Consiglio Nazionale;

- il Revisore o, se nominato, il Collegio dei Revisori dei Conti;

- il Presidente Nazionale ed i Vicepresidenti Nazionali;

- il Tesoriere;

- il Segretario Generale, se nominato, o la Segreteria Generale.

 

 

Art. 10. Competenza dell'Assemblea Nazionale

 

L'Assemblea dei Soci:

 

a) determina le linee programmatiche della federazione;

b) approva il bilancio consuntivo e preventivo come predisposti dal Consiglio Nazionale; determina, su indicazione dello stesso, la quota associativa annuale e la sua ripartizione tra livello nazionale e regionale;

c) conferisce le cariche sociali secondo le disposizioni del presente Statuto;

d) approva in sede di assemblea straordinaria le eventuali modifiche statutarie proposte dai soci, dai membri del Consiglio Nazionale e dai Revisori dei Conti;

e) delibera in sede di convocazione ordinaria o straordinaria, su ogni altro argomento posto all'ordine del giorno;

f) approva, in sede di assemblea straordinaria, l'eventuale anticipato scioglimento e/o messa in liquidazione dell’associazione ed i provvedimenti conseguenti.

 

 

Art. 11. Costituzione e funzionamento

 

L'assemblea nazionale può essere tenuta in prima e seconda convocazione nel luogo e nell'ora indicati nell'avviso che deve essere inviato ai soci, all'indirizzo risultante dal libro dei soci, almeno quindici giorni prima dell'adunanza con l'indicazione degli argomenti all'ordine del giorno.

L'assemblea sia ordinaria che straordinaria può essere convocata anche mediante fax o mediante posta elettronica preferibilmente certificata, con avviso da inviarsi almeno quindici giorni prima della data fissata, all'indirizzo di posta elettronica comunicato all'associazione e annotato nel libro soci. A tal fine il Presidente verifica che a tutti i soci sia stato spedito l'avviso mediante controllo del rapporto di trasmissione fax e di spedizione della posta elettronica o posta elettronica certificata. Hanno diritto a partecipare all'assemblea i soci fondatori e ordinari aderenti, e di votare i soci fondatori e ordinari aderenti in regola con il versamento delle quote associative dell’anno in corso e degli anni precedenti come deliberate.

La partecipazione e l’esercizio del voto in assemblea ordinaria e straordinaria – anche se tenuta per via telematica - avviene in persona del legale rappresentante pro tempore dell’ente, associazione, società associata, o di altra persona fisica da egli delegata.

 

Nelle assemblee ogni socio può esprimere tanti voti quanti allo stesso risultano attribuiti in sede di costituzione dell’Associazione o all'atto dell'ammissione a socio.

Ogni socio può dare delega, ad un altro Socio avente diritto di partecipare all'assemblea e quindi anche al legale rappresentante pro tempore di altro ente, associazione, società associata, o altra persona fisica da questi delegata a sostituirlo, purché il delegato non ricopra la carica di Revisore dei Conti.

Non è ammesso il cumulo di deleghe in capo ad ogni socio o delegato da parte di più di cinque soci. L'assemblea ordinaria è convocata almeno una volta all'anno per deliberare in merito all'approvazione del consuntivo al massimo entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio finanziario. L'assemblea ordinaria è comunque convocata su richiesta di tanti Soci che rappresentino almeno 1/3 degli aventi diritto al voto.

L'assemblea straordinaria è convocata per gli argomenti di cui alle lettere d) ed e) ed f) dell'art. 10. L'assemblea è presieduta dal Presidente o, in caso di suo impedimento o assenza, dal Vicepresidente; in mancanza anche del Vicepresidente, dalla persona indicata a maggioranza dall'assemblea. Il verbale dell'assemblea è redatto dal Segretario eletto dall’assemblea e riportato sul libro verbale delle Assemblee che può essere tenuto anche su supporto digitale.

L'assemblea ordinaria e straordinaria è regolarmente costituita quando sono presenti e/o rappresentati almeno la maggioranza dei Soci in prima convocazione e qualunque sia il numero dei soci in seconda convocazione. Le delibere sono assunte a maggioranza dei voti spettanti agli intervenuti.

 

 

Art. 12. Riunioni in video conferenza

 

L'assemblea sia ordinaria che straordinaria può riunirsi mediante videoconferenza o con altre forme di convocazione, riunione o votazione rese possibili dallo sviluppo della tecnologia, purché venga garantita la possibilità dei soci di ricevere l'avviso di convocazione nei termini e con i contenuti previsti dall'art. 11 e siano rispettate le condizioni previste dal presente articolo.

Nell'avviso di convocazione dovranno essere indicate le sedi ove sarà possibile per i soci partecipare all'assemblea. Dovranno essere previste almeno tre sedi sul territorio nazionale.

In ogni sede secondaria sarà nominato un rappresentante con funzione di "presidente" e un rappresentante con funzioni di "segretario", che sotto la supervisione del Presidente e del Segretario dell’Assemblea "Generale", verificheranno mediante apposito verbale la presenza dei soci, la validità delle deleghe, la possibilità di intervento in tempo reale da parte di tutti i soci, la regolarità delle votazioni, e daranno esecuzione alle direttive del Presidente dell’Assemblea "Generale".

L'assemblea in tal modo convocata è validamente costituita se sono presenti o rappresentati almeno la metà più uno dei soci.

Condizione essenziale per la validità dell'assemblea e delle sue deliberazioni in tali forme convocata e tenuta, è che tutti i partecipanti possano essere identificati mediante verbale indicante analiticamente la presenza dei singoli partecipanti in ogni sede collegata telematicamente e sia loro consentito di seguire la discussione, di intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti affrontati e di partecipare alla votazione; verificandosi tali presupposti, l'assemblea si considera tenuta nel luogo in cui si trova il Presidente unitamente al Segretario della riunione (Sede principale), onde consentire la stesura e la sottoscrizione del verbale sul relativo libro. Qualora nell' ora prevista per l'inizio dell'assemblea non fosse possibile tecnicamente il collegamento con tutte le sedi indicate nell’avviso di convocazione, l'assemblea non sarà valida e dovrà essere riconvocata per una data successiva.

Nel caso in cui, per motivi tecnici, nel corso dell'assemblea venisse sospeso il collegamento con le sedi secondarie, la riunione verrà dichiarata sospesa dal Presidente dell'Assemblea "Generale" e saranno considerate valide solo le deliberazioni adottate sino al momento della sospensione.

In caso di contestazione, potrà essere utilizzata dal Segretario e dal Presidente dell'Assemblea "Generale" quale prova della presenza dei soci la videoregistrazione della conferenza o altro mezzo reso possibile dallo sviluppo della tecnologia.

 

 

Art. 13. Consiglio Nazionale

 

Il consiglio Nazionale della Federazione FENASCOP è composto da un minimo di 7 a un massimo di 15 membri eletti dall'assemblea dei Soci tra i presenti all’assemblea convocata per la nomina o sulla base delle designazioni pervenute dai Soci almeno dieci giorni prima della riunione.

L'assenza non giustificata dalle riunioni del Consiglio Nazionale per tre volte comporta la decadenza del membro eletto dalla carica, con possibile cooptazione di un nuovo rappresentante liberamente scelto dal Consiglio Nazionale in sua sostituzione; il rappresentante così cooptato rimane in carica fino alla scadenza del mandato degli altri Consiglieri.

Fanno parte del Consiglio Nazionale, con diritto di voto, i Presidenti delle Associazioni Regionali costituite, i rappresentanti regionali designati dalle strutture operanti nelle regioni ove non siano costituiti i Comitati Regionali, nonché, qualora invitati, gli esperti e/o rappresentanti di associazioni e organismi dipendenti da strutture pubbliche.

Il Consiglio dura in carica tre anni ed è rieleggibile. Esso è convocato dal Presidente Nazionale, che lo presiede, almeno tre volte all'anno, e ogni volta che lo richiedano almeno la metà più uno dei suoi membri, In assenza del Presidente, il Consiglio Nazionale è presieduto dal Vicepresidente più anziano di età o da uno dei membri designato dal Consiglio stesso.

Le delibere del Consiglio Nazionale sono assunte a maggioranza dei presenti, qualunque sia il numero dei consiglieri con diritto di voto intervenuti alla riunione; in caso di parità nella votazione il voto del Presidente determina l'esito positivo o negativo della votazione.

Le riunioni devono essere convocate con avviso inviato ai membri almeno quindici giorni dalla riunione, anche mediante fax o con mezzi telematici tra i quali la posta elettronica o altri servizi di messaggistica telematica, come a titolo di esempio, sms, WhatsApp, telegram ecc. Le delibere sono riportate su apposito libro tenuto su supporto cartaceo e/o digitale a cura del Segretario Generale che funge da segretario della riunione. In sua assenza, viene designato dal Consiglio come segretario della riunione uno degli intervenuti, anche senza diritto di voto. Ciascun membro del Consiglio nazionale può rilasciare delega scritta ad altro membro del consiglio ad intervenire e votare in suo nome alla riunione del Consiglio. Ogni membro può avere sino a due deleghe.

 

 

Art. 14. Riunione in teleconferenza, videoconferenza, chat

 

È ammessa la possibilità che il Consiglio Nazionale possa riunirsi, con avviso inviato ai membri almeno cinque giorni prima della riunione, mediante teleconferenza, videoconferenza, comunicazione videoscritta in tempo reale (chat); in tal caso la riunione si reputa validamente costituita, e le deliberazioni validamente assunte, se intervengono almeno la meta più uno dei consiglieri personalmente.

A tal fine il Consiglio Nazionale può dotarsi di apposito regolamento, da esso deliberato, per disciplinare le modalità del collegamento, le formalità richieste per la verifica del numero legale, nonché per l'adozione e la verbalizzazione delle deliberazioni. Essenziale per la validità della riunione è che tutti i partecipanti possano essere identificati e sia loro consentito seguire la discussione e di intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti affrontati; qualora il Consiglio si sia dotato del regolamento di cui al comma precedente, esso deve prevedere espressamente tali requisiti. Qualora la riunione telematica venga tenuta mediante videoconferenza utilizzando un sistema di collegamento multipiattaforma di ampia diffusione (ad esempio, tramite il servizio Skype), il regolamento non è comunque necessario purché sia tenuto verbale della riunione presso il presidente come previsto nell’articolo precedente. Se validamente convocata e costituita, la riunione si considera tenuta nel luogo ove si trova il Presidente e deve trovarsi pure il segretario della riunione, per consentire la stesura e la sottoscrizione del verbale, che può anche essere sostituito dalla videoregistrazione della riunione in caso di videoconferenza.

 

 

Art. 15. Compiti del Consiglio nazionale

 

Il Consiglio Nazionale della Federazione FENASCOP ha i seguenti compiti:

 

a. ratifica le ammissioni provvisorie dei nuovi soci così come decretate dal Presidente;

b. attua gli indirizzi e le decisioni dell'Assemblea dei Soci;

c. delibera su tutto quanto riguarda le attività dell'associazione, il patrimonio, le entrate, le erogazioni delle spese ordinarie e straordinarie;

d. predispone ogni anno il bilancio preventivo e consuntivo dell'esercizio da sottoporre all'assemblea per l'approvazione;

e. decide le norme del proprio funzionamento e della propria organizzazione;

f. determina, all'atto dell'adesione, l'ammontare annuo del contributo dovuto dalle associazioni e organismi costituiti da strutture e/o Enti pubblici nella loro qualità di sostenitori della federazione;

g. può aprire uffici e rappresentanze in Italia e all'estero;

h. ratifica la costituzione delle Associazioni Territoriali approvandone anche lo statuto;

i. vigila sull'aderenza ai dettati statutari nazionali delle Associazioni Territoriali, impartendo, tramite il Presidente, apposite direttive;

1.ratifica la nomina del Segretario Generale, quando designato dal Presidente Nazionale;

n. delega il Presidente alla firma di Contratti Collettivi Nazionali per gli associati o per il settore e, ove previsto dal CCNL, con facoltà di delegare i presidenti delle Associazioni regionali alla sigla dei contratti territoriali integrativi del CCNL.

o. conferisce incarico a singoli Consiglieri per dirigere e coordinare le attività della Federazione in specifiche aree geografiche ove non sono costituite associazioni regionali.

p. delibera lo scioglimento degli organi direttivi delle Associazioni regionali costituite nei casi previsti dal presente statuto, nominando il commissario per lo svolgimento dell'attività ordinaria, indicando un termine non superiore a sei mesi per la convocazione dell’assemblea regionale dei soci.

 

 

Art. 16. Presidente nazionale

 

Il Presidente ha la rappresentanza legale e giudiziale della Federazione FENASCOP a livello nazionale ed internazionale.

In caso di sua assenza od impedimento temporanei le sue funzioni vengono assunte dal Vice Presidente più anziano di età. Nei casi predetti allo stesso vengono attribuite la rappresentanza legale e la firma sociale.

Può accendere ed estinguere conti correnti bancari, postali ecc. sui quali può operare con potere di firma disgiuntamente dal Segretario tesoriere. Convoca e presiede l'assemblea nazionale dei Soci, convoca e presiede il Consiglio nazionale, garantisce l'esecuzione delle loro deliberazioni.

In caso di ritenuta necessità ed urgenza, assume i provvedimenti di competenza del Consiglio Nazionale della federazione, sottoponendoli a ratifica nella prima seduta successiva da convocarsi non oltre due mesi dalla delibera.

Può approvare le richieste di associazione dei nuovi soci, fatta salva la ratifica da parte del primo Consiglio Nazionale successivo. La mancata ratifica da parte del Consiglio nazionale comporta esclusivamente la automatica decadenza dalla qualità di socio ex nunc dal momento della deliberazione del Consiglio Nazionale di mancata ratifica del provvedimento di associazione del Presidente nazionale e la restituzione della quota associativa già versata al socio decaduto.

Nomina un Comitato Scientifico anche ai fini della progettazione ed erogazione di eventi formativi rivolti ai professionisti della sanità nell'ambito dell'educazione continua in medicina (E.C.M.); nomina altresì il Comitato dei Garanti composti da almeno tre membri di comprovata esperienza, con il compito se da egli richiesto di rendere pareri non vincolanti sulla rispondenza delle strutture che hanno chiesto l’associazione alla federazione ai principi del presente statuto.

Nomina il Segretario Generale sottoponendo la nomina alla successiva ratifica del Consiglio Nazionale e può partecipare ad ogni attività anche territoriale della Federazione e delle Associazioni regionali.

 

 

Art. 17. Tesoriere

 

È compito del tesoriere:

 

- porre in essere ogni atto amministrativo che gli venga richiesto dal Presidente, dal Consiglio, verificando che lo stesso sia conforme ai deliberati assembleari e abbia, se questo comporta un impegno di spesa, la copertura prevista dal bilancio preventivo.

- gestire i fondi dell'associazione in collaborazione con il Presidente, con potere di firma disgiunto sui conti correnti bancari e postali dell'associazione. - gestire, in collaborazione con il Presidente, i fondi dell'Associazione a livello centrale;

- partecipare, senza diritto di voto (salvo esercitare il diritto di voto nella qualità di membro eletto del Consiglio nazionale o Presidente di una associazione regionale), alle riunioni del Consiglio Nazionale

 

 

Art. 18. Segretario Generale

 

Il Segretario Generale può essere nominato dal Presidente e rimane in carica, fatte salve le sue dimissioni o il caso di revoca in ogni momento da parte del Presidente, per la durata del mandato del Presidente.

La nomina è sottoposta a ratifica nella prima seduta successiva del Consiglio Nazionale.

Il Segretario Generale cura l'archiviazione dei verbali delle riunioni dell'Assemblea e del Consiglio Nazionale; coadiuva e assiste il Presidente nell'assolvimento delle sue funzioni, mantiene i rapporti con gli associati e gli organi territoriali dell'associazione. Coadiuva il Presidente nella attuazione delle sue decisioni, di quelle del Consiglio Nazionale, e di quelle dell'Assemblea Nazionale.

Coadiuva il Presidente nell'osservanza dello Statuto e nel sostenere lo sviluppo anche territoriale dell’Associazione; partecipa, senza diritto di voto alle riunioni del Consiglio Nazionale (salvo sia membro eletto del Consiglio nazionale o Presidente di una associazione regionale) e all'Assemblea Nazionale esercitando il diritto di voto se delegato da uno o più associati; partecipa alle riunioni nazionali e non se delegato dal Presidente.

Esegue l'invio delle convocazioni ai soci ed ai membri del Consiglio Nazionale.

Il Segretario Generale, su incarico del Presidente, può rappresentare l'Associazione, senza potere impegnare la stessa, in ambiti istituzionali pubblici e privati, nei limiti del mandato ad egli conferito in via generale o particolare.

 

 

Art. 19. Revisori dei conti

 

Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto fino ad un massimo di tre membri effettivi e di due supplenti che durano in carica tre anni ed è nominato dall'Assemblea Nazionale. Il numero dei revisori effettivi e supplenti viene stabilito all'atto della nomina. In alternativa alla nomina di un Collegio di revisori, potrà essere nominato un revisore unico ed un revisore supplente.

Il Collegio o il revisore unico esercita i poteri e le funzioni previsti dagli articoli 2403 e seguenti del Codice Civile, controllando la contabilità della Federazione e la corretta spendita di tutte le risorse ripartite dall'Assemblea tra il Consiglio Nazionale e i Comitati Regionali ed il Fondo progetti.

A tale scopo il Collegio può effettuare verifiche anche presso le singole strutture e le associazioni regionali costituite.

 

 

Art. 20. Compensi e rimborsi spese - assunzione cariche sociali

 

Le cariche sociali assunte in sede FENASCOP sono, normalmente, a titolo gratuito, ferma restando la possibilità di ricevere dall’associazione il rimborso delle spese sostenute nell’esercizio della carica e dei compiti assegnati dal Presidente o dal Consiglio Nazionale.

Il Consiglio Nazionale può però deliberare annualmente la corresponsione di eventuali indennità di funzione per singole cariche sociali, così come attribuite dallo stesso e/o dal Presidente Nazionale.

Coloro che ricoprono cariche sociali rappresentano, nell'ambito delle rispettive competenze l'intera Associazione e non possono rivestire cariche in altre Associazioni di categoria in conflitto con l'Associazione stessa.

La carica di Presidente Nazionale è incompatibile con qualsiasi altra carica nell'Associazione se non per funzioni commissariali transitorie attribuite dal Consiglio Nazionale.

Ciascun organo associativo competente a conferire le cariche sociali ha la facoltà di revocarle.

 

 

TITOLO IV

ASSOCIAZIONI REGIONALI

 

 

Art. 21. Associazioni

 

Le Associazioni Regionali costituiscono l’articolazione territoriale della Federazione ed hanno autonomia limitatamente al proprio territorio, subordinata alle linee guida del Presidente nazionale, del Consiglio Nazionale e delle loro deliberazioni. Non hanno autonomia amministrativa né giuridica esterna, fatto salvo quanto previsto dal presente articolo.

Il Presidente rappresenta politicamente ed istituzionalmente la Federazione sul territorio della propria Regione, fatta salva la possibilità per il Presidente Nazionale di avocare a sé, motivatamente e per un periodo determinato, tale rappresentanza territoriale. L’avocazione da parte del Presidente deve essere preventivamente deliberata da parte del Consiglio Nazionale o, in caso di ritenuta urgenza, successivamente ratificata dal Consiglio Nazionale.

A questo scopo, fermo restando il rispetto dei principi associativi di riferimento generale, ciascuna Associazione Regionale, pur sotto ordinata alla federazione nazionale può assumere - avendo sempre presenti i principi della correttezza, trasparenza, economicità ed efficienza gestionale a cui uniformarsi - l'assetto organizzativo e definire le modalità di funzionamento più adatte alle caratteristiche del proprio territorio, tenendo anche conto del numero di Aziende Sanitarie Locali esistenti nella Regione. Le Associazioni Regionali approvano un proprio Statuto che dovrà essere sottoposto alla ratifica del Consiglio Nazionale, così come le successive eventuali modifiche di tale Statuto.

Le Associazioni suddette possono dotarsi di forme di finanziamento autonomo e aggiuntivo – se autorizzate dal Presidente Nazionale e/o dal Consiglio Nazionale - a quello proveniente dalla sede Nazionale.

La Sede dell'Associazione Regionale è costituita in ogni Regione, mentre la Sede Provinciale può essere costituita nelle Province autonome di Trento e di Bolzano ed è assimilata alle Sedi Regionali.

Le Associazioni Regionali, possono dotarsi di autonomo codice fiscale, aprire un proprio conto corrente bancario e nominare un Tesoriere che opererà in analogia a quanto previsto per la Tesoreria Nazionale. Il Presidente Regionale e/o periferico assume la rappresentanza legale della struttura regionale o periferica in nome della quale è autorizzato ad operare nell'ambito locale e nei limiti imposti dallo statuto.

Tutte le associazioni regionali nei limiti del presente statuto, ed in conformità con l'interesse generale della categoria hanno competenze nelle questioni di livello locale; in tale ambito curano gli interessi degli associati della regione o della provincia autonoma. Le associazioni regionali possono in accordo con il Consiglio Nazionale promuovere autonomi giudizi; è fatto comunque salvo il caso in cui sia l’associazione regionale ad essere convenuta in giudizio ed essa quindi debba difendersi da azione di terzi.

In particolare le associazioni regionali assicurano il collegamento e la collaborazione con i competenti organi delle Regioni, dei Comuni e delle Aziende Sanitarie Locali e loro articolazioni operative e territoriali.

Le Sedi territoriali non hanno competenza in materia di contratti od accordi collettivi, sia normativi che economici, per il personale dipendente, fatto salvo quanto previsto all'art. 15 lett. n) del presente statuto.

Le obbligazioni assunte autonomamente dalle Associazioni territoriali seppure possibili, non impegnano in nessun caso l'Associazione Nazionale e devono essere assunte con fondi propri, nella misura in cui siano presenti ed esclusivamente consistenti in trasferimento di fondi dalla federazione nazionale nonchè, se autorizzati dal Consiglio nazionale, quote associative aggiuntive o contributi integrativi ad hoc versati dagli associati per specifici progetti e/o obiettivi.

Le spese ordinarie di ciascuna Associazione territoriale non possono superare l'entità del fondo annualmente disponibile, rappresentato dai fondi indicati al precedente capoverso.

 

 

Art. 22. Organi delle Associazioni Regionali

 

Gli organi delle Associazioni Regionali costituite possono essere:

 

1. obbligatoriamente, l'Assemblea dei Soci presenti sul territorio regionale (o provinciale se trattasi di Provincia autonoma di Trento e Bolzano);

2. obbligatoriamente il Presidente, che ha la rappresentanza legale;

3. facoltativamente, Il Direttivo Regionale;

4. obbligatoriamente il Tesoriere.

 

Il Presidente regionale ed il tesoriere (o il commissario nominato ai sensi dell’art. 25) hanno firma disgiunta su conti correnti postali e bancari eventualmente aperti dall’Associazione regionale.

Le cariche hanno la durata di un triennio salvo che sia eletto il nuovo Presidente nazionale ed il Consiglio Nazionale; in tal caso, le cariche delle associazioni regionali decadono immediatamente ed al più presto deve essere convocata l’assemblea regionale per l’elezione dei nuovi organi regionali.

 

 

Art. 23. Assemblea Regionale

 

L'Assemblea Regionale è costituita dai legali rappresentanti delle strutture associate della Regione, Nell'Assemblea ogni struttura associata ha diritto ai voti attribuiti in base allo statuto dal Consiglio nazionale; è possibile la convocazione in video o audio conferenza, tranne che per l’elezione degli organi sociali e per l’approvazione del rendiconto annuale.

Hanno diritto di votare i soci in regola con il versamento delle quote associative nazionali dell’anno in corso e degli anni precedenti come deliberate dall’assemblea nazionale.

La partecipazione e l’esercizio del voto in assemblea ordinaria e straordinaria – anche se tenuta per via telematica - avviene in persona del legale rappresentante pro tempore dell’ente, associazione, società associata, o di altra persona fisica da egli delegata; è altresì possibile la delega ad un altro dei soci (o suo delegato presente) con l’eccezione del presidente regionale, nel massimo di due deleghe per ciascuno dei presenti.

L'Assemblea è convocata dal Presidente ovvero su richiesta di un numero di Soci che rappresenti almeno un decimo dei voti almeno una volta l'anno.

 

L'Assemblea:

 

l. determina le direttive da seguire per il raggiungimento degli scopi sociali e per la risoluzione dei problemi delle strutture associate in sede locale, conformemente ai principi e scopi dello statuto nazionale ed alle direttive, linee guida e deliberazioni del Presidente nazionale e del Consiglio Nazionale;

2. delibera sulla relazione annuale;

3. delibera sui rendiconti consuntivi di esercizio, nonché sulla determinazione della eventuale quota annuale regionale;

4. conferisce le cariche sociali secondo le disposizioni del presente Statuto;

5. delibera su ogni altro argomento posto all'ordine del giorno.

6. nell’ottica della trasparenza e della coerenza delle azioni dell’Associazione sul territorio nazionale, il Presidente dell’Associazione Regionale trasmette verbali e deliberazioni assunte in sede locale alla Presidenza nazionale entro 20 giorni dalla assemblea o dal direttivo regionale se presente.

L'articolazione Regionale o periferica dovrà essere notificata alla Presidenza Nazionale, entro i primi tre mesi dall'approvazione del presente Statuto. Negli esercizi successivi, qualsiasi variazione delle cariche e degli incarichi sensibili dovrà essere comunicata entro 30 giorni dalla deliberazione che la ha apportata.

 

 

Art. 24. Presidente dell'Associazione Regionale

 

Il Presidente è eletto tra i Soci dell'Assemblea.

Egli dura in carica tre anni ed è rieleggibile.

Il Presidente ha funzioni di indirizzo e coordinamento dell'attività della Sede Regionale rappresenta la predetta associazione regionale di fronte ai terzi qualora convenuta in giudizio; nomina, in questo caso, difensori ad litem e, per quanto di competenza, ha la firma sociale.

 

 

Art. 25. Commissario straordinario

 

Qualora il Consiglio Nazionale accerti gravi violazioni, da parte di una associazione regionale o dei suoi organi, delle disposizioni del presente Statuto o delle regole fondamentali di condotta, tali da pregiudicare il perseguimento degli scopi statutari della Federazione e/o gli interessi delle Associate, il Presidente nazionale si sostituisce agli organi dell’Associazione regionale ed adotta in via provvisoria e cautelare i provvedimenti indifferibili riferendone d'urgenza al Consiglio Nazionale. Questo, valutata la relazione e le proposte conseguenti del Presidente, e sentiti gli interessati, può deliberare la sospensione dell'attività o la revoca degli organi associativi regionali, nominando un Commissario straordinario che sostituisce, per un periodo di tempo non superiore ai sei mesi, gli organi sospesi o revocati.

Il Commissario straordinario cura l'ordinaria amministrazione, adotta i provvedimenti necessari per rimuovere le accertate inadempienze e, nel caso di revoca degli organi associativi, indice nel più breve tempo possibile nuove elezioni degli organi regionali.

 

 

 

TITOLO V

PATRIMONIO - FONDO PROGETTI -RENDICONTO FINANZIARIO

 

 

Art. 27. Patrimonio

 

li Patrimonio della Federazione FENASCOP è costituito da:

a. quote associative nazionali;

b. contribuzioni dei sostenitori;

c. beni acquisiti con il contributo dei soci;

d. contribuzioni di Enti Pubblici e Privati;

e. donazioni, lasciti e contributi volontari versati da chicchessia.

 

 

Art. 28. Fondo - Progetti

 

È istituito un Fondo-Progetti a cui, entro il 15 dicembre di ogni anno, l'Assemblea nazionale può provvedere ad assegnare una quota, percentualmente variabile, dell'ammontare complessivo delle risorse disponibili a livello nazionale a specifiche iniziative o attività territoriali decise o autorizzate dal Consiglio Nazionale.

 

 

Art. 29. Rendiconto finanziario

Il Rendiconto finanziario dell'Associazione è redatto in base annua; inizia il l gennaio e termina con il 31 dicembre di ogni anno.

 

 

TITOLO VI

Estinzione - Clausola compromissoria

 

Art. 30. Estinzione

 

In caso di estinzione della Federazione il patrimonio residuo, detratte le spese delle obbligazioni verso terzi, sarà devoluto ad Enti con scopi similari.

 

 

Art. 31. Clausola compromissoria

 

Tutte le controversie che potranno sorgere tra un socio e l'associazione in relazione all'interpretazione e all'esecuzione del presente statuto saranno risolte, mediante arbitrato rituale, da un collegio composto da tre arbitri, i primi due nominati da ciascuna delle parti ed il terzo dai due arbitri come sopra nominati o, in difetto, su istanza della parte più diligente, dal Presidente del Tribunale del foro competente per la sede nazionale individuata dal presente statuto o successivamente deliberata dal Consiglio nazionale, il quale provvederà anche a nominare l'arbitro per la parte che non avesse provveduto a nominarlo. L'arbitrato avrà sede nella città ove è situata la sede nazionale della Federazione e il giudizio avrà luogo secondo equità. Il lodo deve essere emesso entro il termine di novanta giorni dal momento dell'accettazione dell'incarico da parte dell'ultimo arbitro nominato, termine prorogabile una sola volta per un massimo di altri novanta giorni. La decisione si intende deferita in arbitrato nel momento in cui è stato notificato da una delle parti all'altra l'atto di nomina del proprio arbitro, con l'invito a procedere ad analoga designazione. La nomina dovrà contenere, a pena di inefficacia, l'accettazione dell'incarico da parte del rispettivo arbitro. Le spese relative all'arbitrato e il compenso degli arbitri saranno decise dagli arbitri che le porranno a carico della parte soccombente.

 

 

Art. 32 Durata

 

La durata dell'Associazione è illimitata. Essa si può sciogliere per i motivi di cui all'art. 2272 del C.C., in quanto applicabile comunque con deliberazione dell'assemblea dei soci assunta a maggioranza dei soci stessi.

 

 

Titolo VII

Norme transitorie

 

 

Art. 33. Scioglimento delle macroaree.

 

Entro tre mesi dall'approvazione del presente Statuto è fatto obbligo alle Associazioni macro regionali e comunque territoriali diverse dalle associazioni regionali o delle province autonome di Trento e Bolzano federate a Fenascop secondo le previsioni dei precedenti statuti di indire l’assemblea straordinaria con all’ordine del giorno il loro scioglimento e liquidazione e contestuale conferimento delle risorse economiche residue alla Federazione. Della convocazione delle assemblee dovrà essere data notizia alla Presidenza Nazionale.

In mancanza, il Presidente nazionale provvederà a revocare gli organi territoriali e a nominare un commissario per procedere alla convocazione dell’assemblea di scioglimento e liquidazione dell’Associazione territoriale inadempiente.

 

 

Art. 34. Revisione statuti associazioni regionali

 

 

Entro un mese dall’approvazione del presente statuto le associazioni regionali già costituite anche ai sensi dei precedenti statuti dovranno trasmettere al Presidente nazionale ed al Consiglio nazionale copia dello statuto regionale vigente; entro i tre mesi successivi, il Consiglio nazionale dovrà inviare le richieste di modifica degli statuti regionali per armonizzare le previsioni degli statuti regionali al presente statuto nazionale ed entro i sei mesi successivi dovranno essere convocate le assemblee regionali per l’approvazione delle modifiche statutarie da parte dei soci. In mancanza, il Presidente nazionale provvederà a revocare gli organi dell’associazione regionale inadempiente nominando un commissario che convocherà l’assemblea regionale dei soci per deliberare sulle modifiche statutarie ed eleggere successivamente all’approvazione i nuovi organi associativi regionali.